 |
 |
|
DIAMANTE
|
|
|
Municipio:
0985 81398
|
|
Uno dei “borghi” più belli d’Italia, fra monti
e mare, apprezzato e frequentato per essere quasi integralmente
“dipinto”, vanta un secondo primato: è la patria del peperoncino
piccante “Capsicum”, forte come la sua gente e la terra in cui cresce.
Diamante è una delle più belle località turistiche
della provincia di Cosenza. E' posta ai piedi del Monte La Caccia, sul
quale svetta il maestoso Massiccio della Montea che raggiunge quota 1785
metri. Il centro storico della cittadina è arroccato sugli scogli del
cosiddetto “Trijùnu” e del “Timpùnu”, che modellano una punta naturale
dalla caratteristica forma di foglia trilobata, dal nome greco “Trion”
(foglia di fico).
Il nome della località calza a pennello. Diamante infatti risplende,
luccica, abbaglia di un sole per gran parte dell’anno, clima gradevole
grazie al verde dei monti e alle brezze marine, paesaggi incantevoli,
spiagge frequentatissime con la bella stagione, piacevoli passeggiate a
mare sia a ponente che a levante.
Da vedere:
Nel centro storico di Diamante c’è la chiesa della Madonna dell’Immacolata.
Malgrado la dedicazione, non è stata edificata per il culto
dell’Immacolata, bensì per quello dell’Addolorata. La statua lignea,
all’interno della chiesa, testimonia delle sofferenze patite dai
cittadini di Diamante negli anni precedenti il 1736, per via di terribili epidemie
e disastrosi terremoti.
La “storia” della statua entra in gioco dopo che un bastimento che
doveva
trasportarla in Sicilia, si bloccò misteriosamente proprio davanti al
paese. Venne deciso di collocare il manufatto ligneo nella chiesa, per
evitargli danni che ne avrebbero compromesso la bellezza. Segue poi la
leggenda popolare che racconta come la statua avesse le braccia
incrociate sul petto al momento dell’ingresso nell’edificio religioso e
che si presentasse al parroco, il mattino successivo, con un braccio
sollevato verso il cielo e tre dita aperte, segno evidente di protezione
dalle terribili piaghe che Diamante e tutta la Calabria avevano
sofferto: fame, guerre, terremoti e altre calamità naturali. Grazie a
questo miracolo, la popolazione in festa impedì che la statua venisse
collocata di nuovo sul battello.
Per gli appassionati del mare e dell’esplorazione
subacquea, grazie all’imbarcazione “Occhio Marino”, sono possibili
fantastiche escursioni alla scoperta del magico mondo sottomarino del
Golfo di Policastro.
E’ un’imbarcazione in grado di trasportare sedici passeggeri ed è munita
di pareti trasparenti sotto il pelo dell’acqua, tali da consentire la
visione dei fondali. Il tratto di mare che va da San Nicola Arcella fino
a Diamante è di grande interesse subacqueo. Gli abitanti della zona
consigliano immersioni soprattutto nei mesi di giugno, luglio e
settembre. Immergersi in agosto, al contrario, non è consigliabile per
la folta presenza di turisti e villeggianti; molto meglio, a patto
d’essere convenientemente attrezzati, le immersioni notturne.
Dalla torre costiera di San Nicola
Arcella a Capo Scalea, la parete esterna a
picco continua su fondali che superano i trenta metri prima di
incontrare il fondo sabbioso tra la Baia del Carpino e il comune di
Scalea; è una zona ricca di grotte, fenditure, canaloni, cornicioni e
franate di massi.
Eventi:
Il marchio distintivo di Diamante è senza dubbio collegabile alla
tradizione del peperoncino, che viene celebrato con uno speciale
Festival Nazionale che si svolge nella prima settimana del mese di
settembre e raccoglie i principali produttori della zona.
Stand, degustazioni e speciali ricette accompagnano curiosi e addetti ai
lavori; non a caso proprio nella “città dei murales” ha sede la speciale
Accademia Nazionale del Peperoncino, definita dalla stampa tedesca “la
più bella manifestazione del mondo dedicata a Sua Maestà il
peperoncino”.
E’ senz’altro l’evento più atteso dell’anno quello promosso
dall’Accademia; appuntamento unico per i turisti in salsa piccante della
Riviera dei Cedri, con giornate di arte, cultura, musica e gastronomia.
Negozi, bar, esercizi commerciali e l’intero paese si uniscono nel
festeggiare con speciali addobbi e gadget il prodotto tipico locale per
eccellenza, che domina la scena in un vero e proprio teatro improvvisato
per le vie del centro, con il seguito di postazioni gastronomiche ricche
di tutte le prelibatezze piccanti, a base di peperoncino, naturalmente!
Spettacoli, danze, musica (come l’evento collaterale Peperoncino Jazz
Festival) si uniscono in un corollario di suoni, calori e atmosfere,
nelle calde notti calabre. Tutto si svolge all’aperto: degustazioni di
specialità piccanti, piatti della tradizione e le ultime “novità
infuocate”.
Gli addetti ai lavori che frequentano il Festival sono i rappresentanti
principali di uno dei segmenti culinari maggiormente in movimento:
botteghe artigiane di tutta Italia, aziende specializzate e ristoranti
tipici della gastronomia piccante si ritrovano in quella che di fatto è
diventata una Festa popolare, allietata per di più da piatti di grande
successo: “ciambotta i milangiani” come primo, “la zuppa d’erve e i
brodi di gaddina” come secondo, quindi la “crostata del diavolo” come
dolce.
Oltre ai “laboratori
del gusto”, a mostre di pittura e fotografia, vi è anche un
Festival del cinema “piccante”, convegni medici, cabaret,
gare, tornei e spettacoli teatrali.
Di grande attrazione resta la documentazione e le
pubblicazioni sulla funzione del peperoncino nello stimolare
l’eros e la passione sessuale, con testimonianze letterarie
e storiche riguardanti la stretta relazione esistente fra
peperoncino ed eros, tramandata nel corso dei secoli, oltre
al bagaglio di credenze popolari che lo vogliono dotato di
proprietà “caccia-malocchio”.
Sempre nel segno del “piccante”, ecco ancora un Campionato
italiano di satira intitolato “Vignette sul ring”, con
vignettisti impegnati nelle tre serate del Festival a
contendersi il titolo dal vivo, al cospetto di un pubblico
divertito e di una giuria “specializzata”!
Sempre atteso è infine il “Campionato italiano mangiatori di
peperoncino”, con partecipanti che vengono da tutta Italia,
determinati a battere il record di Francesco Vecchio, un
medico di Erba, che in mezz’ora ha ingurgitato ben ottocento
grammi dell’ormai celebre “spezia infuocata”.
testo tratto da un brano di
F. De Rossi
Organizzazioni:
|